Farmaci ed Estate

farmaci ed estate: come conservarli

I farmaci che prendiamo abitualmente, o quelli di una piccola dotazione d’emergenza, sono immancabili compagni di viaggio durante le nostre vacanze estive. Attenzione, però, a conservarli e utilizzarli in sicurezza: anche i farmaci soffrono il caldo, e non solo in viaggio, perché d’estate anche l’armadietto in cui li conserviamo abitualmente può surriscaldarsi, giocando brutti scherzi a pillole, supposte, sospensioni & co.

Per evitare guai è quindi importante seguire poche e semplici regole:

I farmaci vanno conservati ad una temperatura inferiore ai 25°: esporli per più giorni a temperature superiori può interferire sul loro meccanismo d’azione, anticiparne la scadenza, o degradarne gli ingredienti e renderli addirittura dannosi”, spiega il dottor Antonio Clavenna, farmacologo dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano. “A maggior rischio le formulazioni liquide come sciroppi, soluzioni e gocce: possono “asciugarsi“, alterando così la corretta concentrazione del loro principio attivo. Quando possibile, perciò, d’estate è meglio orientarsi su formulazioni in compresse, capsule o pasticche: sono solide e reggono meglio il caldo”. Se un farmaco che prendiamo abitualmente, complici le alte temperature, ci sembra però che non abbia il solito aspetto, o il solito colore, prima di assumerlo è consigliabile consultare il medico o il farmacista.

Tassativamente in frigorifero quelli più “delicati”, come insulina, alcuni colliri, vaccini iniettabili, interferoni o altri che riportano sul bugiardino questa norma di conservazione. La regola vale anche in viaggio durante il quale vanno trasportati in un apposito contenitore termico.    

Mai tenerli nella borsa da mare, pensando che l’ombrellone sia sufficiente a proteggerli, o nel cruscotto dell’auto, anche se parcheggiata all’ombra. Nessun farmaco è termoresistente e in queste condizioni subisce una sorta di sauna dagli effetti impensabili. “Antiepilettici, anticoagulanti, alcuni farmaci antipertensivi e per patologie cardiovascolari e medicinali per la tiroide a base di levotiroxina, per esempio, perdono efficacia e la loro posologia, che deve essere ultra precisa, non più ben calibrata”, mette in guardia il dottor Clavenna. “La pillola, invece, rischia di non garantire la normale copertura contraccettiva, mentre le creme di idrocortisone, usate per le dermatiti, diventano inattive. In tilt anche le strisce per i test diagnostici (come quelli per misurare la glicemia o quelli di gravidanza) che non garantiscono più la necessaria sensibilità.

Evitare di metterli in valigia, se si viaggia in auto e il tragitto è lungo: nel bagagliaio si raggiungono temperature elevate. Meglio tenerli nel vano portaoggetti, più vicini alle bocchette dell’aria condizionata che li mantengono al fresco. Se si viaggia in aereo, invece, tenerli nel bagaglio a mano in una busta di plastica, dove riporre anche eventuali farmaci salvavita che vanno però corredati dalla loro prescrizione medica: può essere richiesta prima dell’imbarco. I farmaci in formulazione liquida in confezioni superiori ai 100 ml, per legge, devono essere invece imbarcati nel bagaglio da stiva.  

Conservare quelli che si portano in vacanza nelle loro confezioni originali, con tanto di bugiardino: “per evitare errori d’assunzione, controllarne la data di scadenza e avere sempre sottomano le norme esatte per la loro conservazione”, spiega il dottor Clavenna. “Sconsigliato, invece, portare solo la dose necessaria per il soggiorno estivo: basta per esempio lo scorretto strappo di un blister per far perdere al contenitore quell’integrità che garantisce al farmaco la sua perfetta conservazione e  di conseguenza il suo corretto effetto terapeutico”.

Ricordare che il mix farmaci e sole può riservare sorprese: “alcune molecole farmacologiche, combinandosi con gli ultravioletti, danno il via a reazioni di fotosensibilizzazione di cui è vittima la pelle”, spiega il nostro esperto. “Macchie scure in agguato, per esempio, con i contraccettivi orali o antibiotici come i sulfamidici. Ertemi pruriginosi o bolle simili a quelle delle scottature, invece, con le creme antistaminiche a base di prometazina e i cerotti, gli spray o i gel antidolorifici a base di ketoprofene. La soluzione: leggere il bugiardino di qualsiasi farmaco che si utilizza e, se sono segnalate possibili reazioni di fotosensibilizzazione, mettersi al sole solo nelle ore meno calde, utilizzando una crema ad alta protezione. In guardia anche dagli scherzi del caldo: induce una vasodilatazione e la pressione arteriosa si abbassa. Se si utilizzano anche gli antipertensivi il rischio è che scenda troppo. La soluzione: parlarne con il proprio medico per “aggiustare”, se necessario, il dosaggio del farmaco”.

Farmacia da viaggio

Preparare una piccola farmacia da viaggio da portare con sé: una scelta giusta, soprattutto se la meta è un paese poco servito dal punto di vista sanitario. Ecco il kit ideale, suggerito dal dottor Clavenna:

  • Tutti i farmaci che si usano abitualmente, compresa la pillola anticoncezionale
  • un antimicrobico a basso assorbimento per la diarrea del viaggiatore se la meta è un paese dove c’è il rischio di infezioni gastrointestinali  
  • un termometro
  • un antipiretico- analgesico contro la febbre e i dolori a base per esempio di paracetamolo,
  • un antibiotico , se consigliato dal medico e se si va in un paese dove l’accesso all’assistenza medica non è agevole  
  • un farmaco antidiarroico e bustine di sali reidratanti da usare in caso di diarrea 
  • una pomata di idrocortisone per le punture d’insetti
  • un collirio
  • garze sterili, disinfettante e tutto l'occorrente per una rapida medicazione.